Kendo, la via della spada

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Kendo! Pronunciato con la O allungata kendō, ma che per comodità scriviamo senza allungamento. È un’arte marziale giapponese Zen … c’è chi per raggiungere se stesso prende la via della scrittura SHODO, CALLIGRAFIA GIAPPONESE, chi la via del tè CHADO … e chi pratica kendo prendendo la via della spada! Per evitare di prendere altre vie facendosi a pezzetti, la spada è di legno e non una vera KATANA!

Cos’è il kendo

Il kendo è l’essenza delle arti di combattimento giapponesi … ken 剣 “spada” e dō 道 “via, strada”, letteralmente il kendo è la via della spada. I primi clan giapponesi che preparavano militarmente i propri uomini per conquistare e difendere i territori si addestravano con l’arco, l’equitazione e la spada.

L’arte del kendo è stata profondamente sviluppata sotto l’influenza del buddhismo Zen, diventando oltre una tecnica fisica anche un modo per eliminare e rilasciare rabbia e paura. Era un’arte di combattimento praticata dai samurai con la katana, fino a quando il maestro Naganuma Kunisato (1688-1767) la sostituì con una spada di bambù e introdusse l’armatura protettiva, stabilendo un metodo di addestramento. Si deve quindi al maestro Kunisato l’inizio del kendo moderno.

È una disciplina per imparare a controllare corpo e mente, fisico e spirito. Il principio di chi pratica kendo è riuscire a risolvere i problemi della vita senza ricorrere ad una spada, sviluppando una mente forte ma allo stesso tempo sensibile in grado di affrontare qualsiasi problema senza paure, coltivando uno spirito vigoroso attraverso una corretta e rigorosa pratica.

Filosofia del kendo

Il pensiero filosofico del kendo deriva dai grandi maestri dell’era Tokugawa (1603-1868) che furono tutti d’accordo che il verso senso del kendo fosse quello di eliminare i conflitti senza l’uso della spada, imparando a riflettere controllando l’ira. Per una disciplina basata su un combattimento con la spada può sembrare un paradosso, ma per applicare il principio di non dover mai usare una spada, solo chi saprà usarla capirà quanto sia importante non usarla per niente! Nel Giappone feudale le controversie non si risolvevano andando dall’avvocato per finire in tribunale, ma in alcuni casi si combatteva e si può immaginare l’importanza di praticare una simile filosofia in quei tempi.

Al termine di ogni allenamento bisogna sentirsi rilassati e calmi, concentrandosi sul miglioramento del proprio spirito allontanandosi dallo stress quotidiano. Migliorare il proprio carattere ritrovando il piacere di apprezzare piccole cose e momenti, che gran parte delle volte si dimentica della loro vera importanza.

Se si raggiunge questa pace interiore si comprende che la spada non è più un’arma di aggressione, ma una tecnica per vivere meglio diventando uno strumento di pace. Questo è il verso significato del kendo.

Kendo

Regole del kendo

Il kendo si pratica con un’armatua composta da un casco (protegge testa, viso, spalle e gola), un corpetto e dei guanti rigidi. In fase di esercitazione si utilizza una spada in legno chiamata bokutō, necessaria solo per fare una serie di dieci esercizi chiamati kata. In combattimento (jigeiko) si usa una spada chiamata shinai, costituita da quattro listelli di bambù uniti da un manico di pelle.

Il kendōka (chi pratica kendo) deve ringraziare il compagno che lo ha colpito, perché colpendolo gli ha mostrato i suoi punti deboli … bisogna colpire con spirito e generosità e non rabbia e aggressività!

Si pratica all’interno di uno spazio chiamato dōjō, che è un’ampia stanza ricoperta da parquet. Che sia una lezione o un combattimento, si inizia e finisce sempre con un saluto al maestro, ai compagni e al dōjō.

Lo shinai si impugna con entrambe le mani e si deve colpire come se si stesse usando una vera spada, colpendo quindi i punti deboli dell’avversario come se si volesse sconfiggere.

Non si può colpire ovunque, ma in alcuni punti consentiti che sono i seguenti

MEN Testa centro, destra e sinistra
TSUKI Gola
DO Addome destro e sinistro
KOTE Polso destro, ok sinistro con braccia alte

Disciplina

Kendo per quanto sia una filosofia e spiritualità è anche uno sport, necessita di una tecnica che si apprende e migliora quotidianamente con pratica sul dōjō. Solo un allenamento può sviluppare il lato fisico della disciplina, i benefici mentali verranno nel tempo dopo avere raggiunto una padronanza nel combattimento.

Il principiante che inizierà a praticare kendo, inizialmente imparerà ad utilizzare correttamente il bokutō e solo dopo che riuscirà a muoversi in sincronia, inizierà ad utilizzare lo shinai (spada di bambù).

Dopo qualche mese raggiunta un’iniziale padronanza della spada inizierà ad allenarsi con i compagni più esperti, colpendo l’armatura con esercizi in ripetizione chiamati “uchikomi”. Solo dopo avere raggiunto sicurezza, si inizieranno i primi veri combattimenti liberi (jigeiko) dove si avrà una libertà di movimento non possibile negli steps precedenti nel solo allenamento.

Più la padronanza della spada aumenterà, più sicurezza si avrà durante i combattimenti e si apprenderà coraggio, pazienza, indipendenza e autocontrollo … tutti valori che aiuteranno il praticante a vivere meglio nella vita quotidiana.

Domande e risposte

Non sono giovane, posso iniziare a fare kendo?
Se hai tra i 10 e i 60 anni, puoi iniziare kendo senza problemi.

Il kendo serve per imparare a difendersi?
Nonostante sia una disciplina che migliora riflessi e attenzione verso l’avversario, è un metodo privo di violenza. Non si utilizzano tecniche di difesa come pugni, calci o spinte.

Ci sono gradi di forza come nel karate o judo?
Nel kendo c’è un sistema di grado del kendōka, ma a differenza di altre discipline come karate o judo non ci sono colorazioni tipo cintura nera … visivamente sul dōjō si è tutti uguali.
Il sistema è diviso in 6 “Kyu” per i livelli principiante e 8 “Dan” per i livelli più alti. La progressione di questi gradi avanza con il superamento di un esame che si può fare in Italia davanti alla Commissione Federale Kendo, tranne l’ultimo livello 8 Dan che si può sostenere solo in Corea o in Giappone.

Cosa devo comprare per fare kendo?
Quando inizi a fare kendo le lezioni saranno a piedi nudi e con un paio di pantaloni o tuta … l’armatura inizierai ad indossarla solo dopo qualche mese, quando e se verrà il momento di comprare qualcosa sarà dopo esserti convinto di dedicare tempo e costanza a questa disciplina, sarà il tuo maestro a darti indicazioni.

Posso allenarmi quando ho voglia?
Come in tutte le discipline siano fisiche o artistiche, serve costanza ed impegno. Se vuoi praticare seriamente il kendo non puoi fare meno di una lezione a settimana … la regola è che DUE è meglio di UNO, ma UNO è meglio di niente. Il programma di allenamento sarà deciso con il tuo maestro e l’associazione sportiva dove praticherai.

Ma io non vivo in Giappone, in Italia dove vado?
Kendo non è praticato solo in Giappone, ma in tutto il mondo Italia compresa! La Confederazione Italiana Kendo (CIK) si occupa di promuovere ufficialmente questa disciplina, ma esistono anche enti di promozione indipendenti. Tutt’oggi il kendo non ha ancora un riconoscimento del CONI.
Vai sul sito della Confederazione Italiana Kendo CLICCANDO QUI e cerca la pagina “dove praticare”, verrà l’elenco di tutti i luoghi della tua città dove rivolgerti per iniziare.

Perché fare kendo?
Questa risposta è di Hirokata Oota uno dei massimi maestri di kendo del 900.

“Nel kendo il miglioramento attraverso il cambiamento è la cosa principale, vincere con determinazione e sacrificio andando sempre avanti credendo in sé stessi, costruendo l’essere umano con amore. Questo è kendo.”

Campionato Mondiale Kendo, finale maschile

In questo video puoi vedere l’intera finale maschile del 17° Campionato Mondiale di Kendo 2018, tra Giappone e Korea … se il video non dovesse più essere disponibile su YouTube, per favore scrivilo nei commenti in fondo a questa pagina e provvederemo a sistemare. Grazie!

Dart Minkia Fener pratica Kendo

Dart Minkia Fener pratica kendo


Ti piacerebbe fare kendo? Scrivilo sotto nei commenti, grazie!


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