Hiroo Onoda, l’ultimo soldato giapponese

Autore

Categoria

Condividi

La storia che raccontiamo in questo articolo riguarda la vita incredibile del soldato Hiroo Onoda, che non sapendo della fine della Seconda Guerra Mondiale continuò a combatterla per altri 30 anni nascondendosi nella giungla filippina. Abbiamo dedicato un articolo ad HACHIKO, IL CANE PIÙ’ FEDELE DEL GIAPPONE … questo è dedicato a Hiroo Onoda, il soldato più fedele e coraggioso del Giappone … e probabilmente del mondo!

Soldati fantasma giapponesi

Terminata la Seconda Guerra Mondiale, alcuni membri dell’esercito nipponico denominati “soldati fantasma giapponesi” non obbedirono al termine di resa imposto dagli Alleati. Furono diversi i motivi che spinsero questi soldati a continuare a combattere, primo tra tutti perché fedeli al codice del Bushido, codice e stile di vita adottato dai samurai … arrendersi al nemico era considerato profondamente disonorevole! Banzai!

Quando l’Imperatore Hirohito il 15 agosto 1945 diede comunicazione alla nazione della resa, oltre 600.000 militari erano impiegati al di fuori del territorio giapponese in Cina, Manciuria, Corea, Filippine e altre isole del Pacifico. Gran parte di queste truppe si arrese pacificamente agli Alleati tra il settembre e il dicembre 1945, ma alcuni casi accertati raccontano di militari che continuarono a combattere anche dieci anni dalla fine della guerra.

Ma c’è un caso eclatante di un gruppo di soldati in missione in un’isola delle Filippine che non continuarono a combattere per adempire al codice Bushido, ma perché non vennero a sapere della fine della guerra!

Hiroo Onoda

Hiroo Onoda classe 1922 sin dalla giovane età mostra attitudine da guerriero, esercitandosi continuamente con la sciabola giapponese fino allo sfinimento. All’età di diciotto anni trova lavoro in un’azienda commerciale e parte per la Cina dove vivrà per un anno. Scoppiata la guerra tra Stati Uniti e Giappone, venne chiamato alle armi a servire la sua patria e quello che imparò durante l’addestramento militare fu di rimanere in vita il più possibile per compiere la propria missione.

Il 30 dicembre 1944 Onoda diventato tenente, fu inviato nelle Filippine sull’isola di Lubang con la missione di sabotare l’avanzata degli Alleati. Il superiore di Onoda, il capitano Yoshimi Taniguchi gli dette ordini precisi: vivere dei prodotti della terra e non suicidarsi … e lo rassicurò dicendo “potrebbero servire 3 anni oppure 5, ma qualunque cosa accadrà torneremo per te” … ordini che Onoda prese alla lettera!

L’isola di Lubang fu conquistata dagli americani nel febbraio del 1945. Le truppe giapponesi si divisero in piccoli gruppi composti da 3-4 uomini e si rifugiarono nella giungla, tra cui anche il gruppo comandato dal tenente Onoda con i militari Shoichi Shimada, Kinshichi Kozuka e Yuichi Akatsu. Per nascondersi dal nemico si rifugiarono nelle montagne, così rimanendo isolati dal mondo esterno.

Verso la fine del 1945, gli abitanti dell’isola e l’esercito giapponese decisero di lanciare volantini nella giungla con l’intento di informare i soldati della fine della guerra. Anche Onoda e i suoi uomini li trovarono, credendo fosse un trucco degli americani per farli arrendere. Convinti di essere ancora in guerra ed ignorando il messaggio dei volantini, Onoda e i suoi uomini continuano a fare razzia nelle fattorie dei contadini dell’isola procacciandosi cibo.

I soldati continuano la guerriglia

Nell’anno 1949, il soldato Akatsu abbandonò il gruppo e poco dopo si arrese. Tornato in patria, i suoi racconti convinsero le autorità diplomatiche di cercare un modo per fare arrendere i tre soldati rimasti nella giungla. Nel 1952 le autorità nipponiche lanciarono da un aereo fotografie di famiglia e lettere, cercando di convincere i soldati a terminare la guerriglia ed arrendersi. Anche questo tentativo fallì, fu considerata una trappola da parte del nemico. Continuarono a combattere contro gli abitanti dell’isola rapinando i contadini che rappresentavano la loro fonte di sostentamento alimentare, per poi rientrare e nascondersi nella giungla.

Il soldato Shimida nel 1954, durante uno scontro a fuoco con l’esercito filippino rimase ucciso, lasciando così soli Kozuka e Onoda.

Hiroo Onoda non si arrende

Passarono quasi due decenni dalla morte di Shimada, finché nel 1972 anche Kozuka venne ucciso durante uno scontro a fuoco mentre tentava di bruciare il racconto di una fattoria. Onoda rimase solo nella giungla.

Parenti e famigliari di Onoda sapendo che era ancora vivo, in quegli anni andarono sull’isola di Lunbang nelle Filippine cercando di convincerlo a tornare a casa, ma Onoda non si fece trovare e fu tutto inutile.

Hiroo Onoda la svolta

Un giovane ragazzo giapponese con spirito d’avventura di nome Norio Suzuki decise di lasciare l’università e di girare il mondo, dandosi tra gli obiettivi della vita anche quello di trovare l’ultimo soldato giapponese Hiroo Onoda e convincerlo a tornare a casa.

Il ragazzo andò nelle Filippine inoltrandosi nella foresta dell’Isola di Lundbarg e riuscì incredibilmente a trovare il tenente Onoda, che continuò a resistere non credendo alle parole del giovane avventuriero.

Norio Suzuki tornò in Giappone per chiedere aiuto al capitano Taniguchi che dette l’ordine ad Onoda di resistere, sperando in un suo aiuto nel farlo arrendere. Nel maggio 1974, il capitano adempì alla sua promessa fatta in tempo di guerra di andare a recuperare i suoi soldati.

Onoda nel vedere il suo capitano si convinse e si consegnò alle autorità locali. Ancora con la divisa e salutando la bandiera giapponese, consegnò il fucile perfettamente funzionante, munizioni, bombe a mano, un pugnale e una spada che gli fu regalata dalla madre.

Dopo la fine del conflitto mondiale Onoda e i suoi uomini uccisero 30 persone del luogo, ma il governo filippino gli concesse la grazia per la convinzione che il conflitto fosse ancora in corso.

Ritornato in patria Hiroo Onoda fu accolto con i massimi onori diventando eroe nazionale.

La guerra è finita, nuova vita di Hiroo Onoda

Nonostante in Giappone Onoda fosse un eroe a tal punto che gli fu anche chiesto di candidarsi in Parlamento, non riuscì ad accettare il nuovo Giappone troppo diverso da quello che conosceva. Un paese ricco e in pace, ma senza i valori di sacrificio totale verso la patria che lo hanno fatto resistere per 30 anni a combattere nella giungla … la Seconda Guerra Mondiale è iniziata nel settembre 1939 e terminata nel settembre 1945, Onoda l’ha combattuta fino al 1974, l’equivalente temporale di sei seconde guerre mondiali!

Nel 1975 con il fratello si trasferì in Brasile dove visse come allevatore di bestiame.

Su insistenza di amici e del governo giapponese che gli offrì una grossa somma di denaro, nel 1984 tornò in patria investendo tutti i soldi in una fondazione “Onoda Shizen Juku” con l’intento di aiutare la riabilitazione di ragazzi.

Nel 1996 tornò sull’isola di Lundbarg dove combatté 30 anni nella giungla, pregando per le vittime della sua guerriglia e donando una somma di denaro alla scuola elementare locale.

Nel 2014 Hiroo Onoda morì all’età di 91 anni.

Hiroo Onoda, the Last Imperial Soldier

Questo corto film da 30 minuti è ispirato alla vita di Hiroo Onoda … se non dovesse più essere disponibile su YouTube, per favore scrivilo sotto nei commenti e provvederemo ad aggiornare il video. Grazie!

John Minkia Lennon ripudia la guerra

Hiroo Onoda è un eroe, ma Minkia ripudia la guerra


Tu quanti giorni, mesi o anni avresti resistito? Lascia un commento qui sotto, grazie!


Vota questo articolo
[1 Voti - Media 5 su 5]

Autore

Condividi

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui