Furin, campanello del vento

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Furin con la U allungata fūrin, ma per comodità scriveremo furin … è un campanello tipico giapponese adoperato nella stagione estiva che suona quando mosso dal vento. Il furin non ha nessun particolare collegamento religioso come può avere un OMAMORI, non è un oggetto di alto artigianato come una bambola KOKESHI e non ha nessun uso specifico come un DARUMA se non il produrre un tintinnio piacevole da ascoltare in giornate giapponesi afose.

Probabilmente hai già visto i furin negli anime o in qualche MANGA appesi insieme al TERU TERU BOZU (bambola scaccia pioggia), ma se così non fosse speriamo che questo articolo sia utile per fartelo conoscere.

Cos’è il furin

La parola fūrin 風鈴 è composta dai kanji di “風 FUU > vento” e “鈴 RIN > campana”, tradotto in italiano “campanello del vento”. È un prodotto della tradizione cinese presente in Giappone da molti secoli, si ritrova traccia del furin in opere artistiche dal periodo Heian (794-1185) e come capita per molti prodotti o arti arrivate dalla Cina dopo molti secoli diventano tipici del Giappone.

Un monaco buddhista di nome Honen Shonin di Kamaura (1133-1212) arrivò a considerare il furin come Tesoro Nazionale attribuendogli poteri benefici, non a caso un’antica terapia cinese Feng Shui sostiene che il suono del furin sia in grado di placare l’animo delle persone influendo positivamente sulla loro psiche. Dal periodo Muromachi (1333-1568) il suo suono fu associato all’estate, come avviene tutt’oggi.

La scienza ha dimostrato che odori, sapori e suoni sono in grado di rievocare nel nostro cervello emozioni e ricordi con grande intensità … il furin può fare questo con il suo suono delicato.

Furin campanello

Com’è fatto il furin

Tradizionalmente è realizzato in ghisa con una forma tondeggiante, da dove pendono dei piccoli tubi in metallo che mossi dal vento riproducono il suono caratteristico. Solitamente dai tubicini pende una striscia di carta di riso con raffigurati paesaggi o frasi che richiamano la tradizione giapponese.

Esistono anche modelli in vetro o plastica che offrono un piacevole aspetto visivo per la trasparenza del materiale … ma esistono anche in acciaio, legno o bambù e gli stessi tubicini al loro interno possono essere di diverso materiale. La combinazione tra il materiale dell’involucro e i tubicini offre un suono leggermente diverso, un furin in vetro produrrà un suono più aperto e brillante di uno in bambù con un suono più secco e cupo.

I prodotti di migliore qualità sono fatti da artigiani e considerati pezzi unici, ma esistono anche modelli in serie a basso costo.

Come si utilizza il furin

Si appendono con un filo alle verande, alle grondaie o nei portici … si trovano anche appesi ai rami più bassi degli alberi. Nei mesi estivi che è la stagione più umida e calda del Giappone, i furin tintinnano grazie al vento in tutta la nazione producendo un suono nelle campagne e piccoli centri, spesso in sincronia con i continui canti delle cicale.

Nella tradizione giapponese si crede che il suono del furin renda il caldo estivo più sopportabile, ma in passato il suo utilizzo era anche legato alla credenza che il suono fosse in grado di allontanare gli spiriti maligni, non escludendo che qualcuno ci creda tutt’oggi.

Nonostante sia un oggetto tradizionale molto diffuso e piacevole da ascoltare, alcuni centri urbani hanno emesso ordinanze di divieto del suo utilizzo durante le ore notturne o giornate particolarmente ventose.

Campanello italiano della Minkia

Minkia simula un furin


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